Nei boschi dell'Altopiano di Selvino e Aviatico sopravvivono testimonianze silenziose di un'economia che per secoli ha sfruttato le risorse locali con sapienza e ingegno. La Calchera e il Poiat sono due manufatti storici restaurati dal GESA che raccontano come le popolazioni alpine trasformassero pietra e legna in materiali essenziali per la vita quotidiana e l'industria locale.
Il forno per la cottura della pietra calcarea. Struttura a botte in pietra locale, addossata al pendio, dove per 5–7 giorni si cuoceva la roccia per ricavare la calce viva, indispensabile per l'edilizia e come disinfettante.
Scopri la CalcheraLa carbonaia, chiamata "Poiat" in dialetto lombardo. Una cupola di legna che bruciava lentamente per giorni, in carenza di ossigeno, per produrre il carbone di legna indispensabile alla metallurgia e alla calchera stessa.
Scopri il PoiatCalchera e Poiat non erano elementi isolati: erano parte di un sistema economico locale perfettamente integrato, dove nulla veniva sprecato.
I boschi dell'Altopiano — principalmente di faggio — venivano governati appositamente per produrre legna. Il Poiat la trasformava in carbone di legna ad alto potere calorico.
Il carbone prodotto nel Poiat diventava il combustibile ideale per la calchera: più leggero da trasportare e con un potere calorico (6.500–7.500 cal/Kg) molto superiore alla legna.
La calce prodotta dalla calchera serviva per le malte, per imbiancare le abitazioni e come disinfettante. Paesi, cascine, stalle e alpeggi dell'Altopiano ne facevano uso quotidiano.
Il recupero e la segnaletica dei manufatti storici sono stati realizzati dal Gruppo Ecologico Selvino Aviatico con la preziosa collaborazione di:
Club Alpino Italiano – sezione Valserina, partner nel recupero dei manufatti storici montani.
L'Associazione Nazionale Alpini di Selvino, radicata nel territorio e nella sua storia.
Guardiani del bosco e del territorio, fondamentali per la localizzazione e il recupero dei siti.